Progetti

PROGETTI INTERNAZIONALI
(1994 – 2011)
L’origine dei progetti internazionali

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L’esigenza della Comunità La Tenda (Fondata da don Franco Valeriani nel 1980) di aprirsi ad altre realtà, di “affacciarsi sul mondo”, di proseguire nella riflessione e nell’impegno concreto verso la solidarietà umana e la giustizia sociale, si è concretizzata, nel 1994, con la collaborazione con una organizzazione non governativa internazionale, la I.B.O. L’associazione I.B.O. (International Bowlword Organization) ha come scopo prioritario la realizzazione di progetti di solidarietà in tutto il mondo, prevalentemente finalizzati alla sistemazione o alla costruzione di strutture (case alloggio, centri comunitari, centri sociali, scuole, ma anche acquedotti, reti fognarie, ecc…..) attraverso l’impegno di volontari che prestano la loro opera gratuitamente, per un periodo di 3/4 settimane. Le organizzazioni promotrici del progetto garantiscono il vitto e l’alloggio. Oltre a questo la I.B.O. gestisce direttamente alcuni progetti in America Latina, India, Africa ed altre aree nel sud del mondo particolarmente povere. Da quando è stata avviata questa collaborazione sono state realizzate insieme diverse iniziative, tra le quali: – Ristrutturazione della Casa Accoglienza (mensa e dormitorio) destinata a persone senza fissa dimora e stranieri, gestita da alcuni volontari e dalla Caritas di Foligno – Sistemazione e tinteggiatura della Casa Accoglienza “Stella del Mattino” destinata a persone con problemi di salute fisica e psichica – Sistemazione delle aree esterne di alcune strutture della Comunità La Tenda Queste esperienze e attività, svolte unicamente attingendo alle forze e alla sensibilità del volontariato, ci hanno permesso di maturare una nuova sensibilità ed acquisire nuove consapevolezze. La collaborazione con l’associazione I.B.O. ci ha anche stimolato ad approfondire la conoscenza e ad impegnarci a costruire progetti di solidarietà nel terzo mondo. Lo spirito che ha animato e anima le nostre iniziative si basa su un profondo atteggiamento di ascolto e di rispetto della cultura dei destinatari, facendo si che i progetti nascano dalle intuizioni degli stessi e contino sulle loro forze per quanto riguarda sia il coordinamento che la gestione. Il nostro compito è quello di valutare la realizzabilità delle proposte, di mettere a confronto i punti di vista, di impegnarci in una condivisione e collaborazione attiva per raggiungere obiettivi comuni. La finalità ultima di qualsiasi tipo di intervento deve essere la costruzione di un “ponte fra diverse culture” che sia saldo e assicuri continuità. Pensiamo infatti che se il Sud del mondo ha bisogno delle attenzioni e delle risorse del Nord per avviare progetti “sani” di sviluppo, il Nord necessita della “cultura terzomondiale” per operare una riflessione profonda ed una rilettura della realtà. Per questo l’invio di volontari motivati e preparati, oltre ad essere aiuto per gli altri, è aiuto anche per noi stessi, in quanto diventa creazione di nuova cultura, di consapevolezza e di sensibilità che avranno una ricaduta positiva sulla nostra realtà. Sulla base di queste considerazioni, a partire dall’anno 1995, alcune persone della Comunità La Tenda si sono recate in Chiapas ed hanno vissuto per qualche tempo in villaggi indios Maya della Selva Lacandona, in Sierra Leone, in Nicaragua e Guatemala, in Albania e Kosovo. Da queste esperienze di condivisione e conoscenza sono nati dei progetti alcuni già realizzati altri da realizzare. Nel corso della realizzazione sono state coinvolte attivamente diverse agenzie di volontariato, allo scopo di creare nel territorio una rete di sensibilità e consapevolezza verso alcune problematiche. Tutti i progetti sino ad oggi avviati sono stati autofinanziati e si sono compiuti. Ciò ha consentito la nascita di solidi rapporti di amicizia e di stima che durano a tutt’oggi in uno scambio proficuo, da cui continuano ad emergere nuove idee ed iniziative. Il denaro raccolto è stato interamente destinato ai progetti e tutti i volontari che sono stati impegnati si sono fatti carico interamente delle spese di viaggio e di permanenza, per evitare che grosse percentuali di aiuto economico vengano di fatto impiegate per il mantenimento ed il finanziamento di infrastrutture burocratiche che finiscono, con il tempo, per assorbire la quasi totalità degli sforzi. Riportiamo di seguito la descrizione delle iniziative, alcune concluse altre in via di attuazione, intraprese in diversi paesi: Chiapas (Messico), Sierra Leone, Nicaragua e Guatemala .

>> AFRICA: SIERRA LEONE
>> AMERICA LATINA: MESSICO – CHIAPAS
>> AMERICA LATINA: NICARAGUA
>> AMERICA LATINA: GUATEMALA
>> ASIA: INDIA – TAMIL NADU

AFRICA: Sierra Leone

Nel giugno 1996 la Comunità La Tenda ha ospitato per un anno, presso una delle sue strutture, su richiesta del prof. Timio e di un gruppo di volontari del territorio, il sig. Paul Conthe, un cittadino della Sierra Leone giunto a Foligno per specializzarsi nelle tecniche di emodialisi, presso il reparto dell’Ospedale S. G. Battista diretto dal Prof. Timio. Nel corso di questo periodo si è elaborato il progetto per la realizzazione di un piccolo Centro clinico per dializzati in Sierra Leone, gestito dal sig. Conthe e dall’Associazione “S. Paolo health delivery services”, in grado di erogare servizi di ambulatorio medico e prestazioni di emodialisi. A questo progetto partecipavano, oltre alla Comunità La Tenda, il gruppo I.B.O. di Foligno, la I.B.O. Nazionale e il personale medico del reparto dialisi di Foligno coordinato dal prof. Timio che ha curato la progettazione dal punto di vista tecnico-clinico. Il progetto nasceva dalla necessità di creare un Centro dialisi in un Paese dove non ne esistevano e dove erano numerosissimi i casi di insufficienza renale, dovuti alle condizioni igienico-sanitarie, alla denutrizione e spesso all’uso improprio dei farmaci utilizzati per combattere numerose malattie presenti in questa regione. Nel giugno 1997, data del ritorno del sig. Conthe in Sierra Leone, erano a disposizione del Progetto due macchine per la dialisi, donate da alcune ditte produttrici, un depuratore per l’acqua, farmaci e materiale sanitario, arredamenti e tavoli chirurgici necessari per l’allestimento della clinica. Il valore stimato del materiale, reperito gratuitamente, era superiore agli 80 milioni di lire. L’Associazione “S. Paolo healt delivery services” aveva iniziato a sistemare i locali che avrebbero ospitato il Centro. A poche settimane, dalla conclusione dei lavori, a causa del riacutizzarsi del conflitto che da anni dilaniava il Paese, i locali della clinica sono andati distrutti, ma fortunatamente il materiale inviato non ha subito la stessa sorte perché non ancora sdoganato. Nel giugno 1998 sono stati spediti due container contenenti il materiale tecnico oltre che vestiti, cibo e beni di prima necessità. I vestiti sono in parte stati venduti nella stessa Sierra Leone per rifinanziare l’affitto e la sistemazione di nuovi locali. Nel settembre 1999 il sig. Conthe ha inviato relazione e foto dove si documentava l’iniziata attività. Nell’ottobre successivo è stato inviato un terzo container, contenente vestiario, destinato anch’esso in parte al rifinanziamento della clinica, mentre non è stato possibile raccogliere e spedire farmaci, non essendoci garanzie adeguate per la corretta conservazione degli stessi durante il trasporto. Cifre del Progetto: Materiale: – N. 2 reni artificiali – N. 1 depuratore per acqua – Materiale sanitario per emodialisi – N. 1 tavolo chirurgico (usato) – N. 20 letti, 20 comodini, 10 armadi, altre suppellettili per l’allestimento della clinica Per un valore complessivo di circa 80.000.000 di lire. Costo complessivo spedizione di n. 3 container via nave con destinazione Freetown Sierra Leone 17.500.000 di lire. In questi anni siamo stati in contatto con il sig. Conthe che nel 2006 è stato accolto, in una struttura della Comunità, per frequentare un corso di aggiornamento sempre presso il reparto dell’Ospedale S.G.Battista diretto dal Prof. Timio. Inoltre, abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere, nel 2008, due infermieri che dovranno aggiornarsi sulle tecniche della dialisi.

AMERICA LATINA: MESSICO – CHIAPAS

Nel febbraio – marzo del 1996 due persone della Comunità La Tenda si sono recate, su invito di alcuni amici, in Messico allo scopo di conoscere la realtà di questo Paese e dell’America Latina. Dopo una serie di incontri con diversi gruppi nella zona di Città del Messico i volontari hanno raggiunto il Chiapas, nel periodo della rivoluzione zapatista, e sono entrati in contatto con due Associazioni che da anni avevano abbracciato la causa degli Indios: la Caritas Diocesana di S. Cristobal de las casas, guidata dal Vescovo Samuel Ruiz e l’Associazione “Derechos Humanos”, Associazione laica che si occupa delle difesa dei diritti umani nei villaggi e di una serie di progetti in coordinamento con gli indios. Tramite questa Associazione si sono stabiliti per un mese in un villaggio della Selva Lacandona (El prado del municipio di Ocosingo, una città a sud di S.Cristobal) occupato dall’esercito, in qualità di osservatori internazionali. Questa esperienza, oltre alla condivisione della vita del villaggio in una situazione ai limiti della sopravvivenza e alla conoscenza della storia e dei problemi della popolazione, ha permesso l’ideazione di un progetto comune. Tale progetto consisteva nella ricostruzione della chiesa, danneggiata dagli scontri degli anni precedenti, che nella vita sociale del villaggio costituiva anche lo spazio comune per incontrarsi e discutere le questioni più importanti. Nel luglio dello stesso anno sono partiti altri quattro volontari, che per alcune settimane, hanno vissuto in un altro villaggio della stessa zona, dove esisteva anche il problema dell’acqua potabile e dove il consumo di acqua piovana, raccolta in pozze, causava gravi forme di infezione intestinale, soprattutto nei bambini. La constatazione di tale situazione ha portato alla progettazione di un acquedotto. Il periodo seguente è stato utilizzato per raccogliere in Italia i fondi, consegnati nell’agosto 1997, necessari al completamento dell’acquedotto e alla ricostruzione della chiesa, inoltre parte del danaro raccolto è stato consegnato direttamente ai responsabili dell’organizzazione indios, per finanziare altri progetti di prima necessità (fognature, acqua potabile). Nel gennaio 1998 un altro gruppo è tornato in Chiapas per verificare l’avvenuta attuazione dei progetti e prendere contatti per successivi interventi. I rapporti con le popolazioni e con le associazioni sono stati mantenuti con viaggi a cadenza annuale che ci hanno permesso di sostenere e realizzare alcuni progetti nei diversi villaggi.

Cifre dei Progetti:

Ricostruzione della chiesa nel villaggio di “El Prado” del municipio di Ocosingo (Chiapas)
Costo del progetto L. 3.000.000

Costruzione di un acquedotto nel villaggio di “S. Elena” del municipio di Ocosingo (Chiapas) realizzato in collaborazione con un gruppo di volontari degli Stati Uniti che hanno curato la parte tecnica di progettazione ed un gruppo di volontari della Spagna.
Costo globale del progetto L. 15.000.000, di cui L. 3.000.000 a carico del villaggio e L. 6.000.000 a carico dell’altro gruppo di volontari.
Costo sostenuto dalla nostra organizzazione L. 6.000.000

Aiuti all’organizzazione regionale degli indios Maya – Tzeltal della zona di Ocosingo
Aiuti destinati a “prime necessità” quali: acqua potabile, alimenti dato in gestione al “Consiglio dell’autorità regionale” degli indios della zona, reti fognarie
Costo dell’intervento L. 5.000.000

Aiuti a popolazioni indios di diversa etnia colpiti da violenti scontri armati nella zona di Palenque (Chiapas)
Costo dell’intervento L. 2.000.000

Costruzione di una Casa di Accoglienza nel villaggio di Amatenango destinata ad ospitare gli indios provenienti dalle montagne, completata nel 2005 con la realizzazione di bagni e cucina
Costo dell’intervento € 4.500.00

Costruzione e arredamento di una Chiesa, utilizzata anche come scuola, nel villaggio di El Puerto
Contributo destinato € 3.500.00

Costruzione di una Chiesa, utilizzata anche come scuola, nel villaggio di San Caralampio
Contributo destinato € 2.500.00

Donazione al “Fondo della Salute” della comunità di Amatenango, destinata all’acquisto di medicinali per gli indios più poveri dei villaggi circostanti € 1.500.00

Nel viaggio effettuato nell’anno 2006 sono stati destinati contributi per la conclusione dei seguenti progetti:
Costruzione e l’ arredamento della Chiesa nel villaggio di El Puerto
Contributo destinato € 1.500.00

Costruzione della Chiesa nel villaggio di San Caralampio
Contributo destinato € 1.500.00

Inoltre sono stati donati al “Fondo della Salute” della comunità di Amatenango € 3.000.00.

Nel viaggio del 2007 sono stati destinati contributi ai seguenti progetti:
Completamento Chiesa nel villaggio di San Caralampio
Contributo destinato € 2.000,00

“Fondo della Salute” della comunità di Amatenango
Contributo destinato € 3.000,00

Completamento della Casa di Accoglienza comunità di Amatenango
Contributo destinato € 1.000,00

Nel viaggio del 2008 sono stati destinati contributi ai seguenti progetti:
“Fondo della Salute” della comunità di Amatenango
Contributo destinato € 4.000,00

Arredamento della Casa di Accoglienza comunità di Amatenango
Contributo destinato € 2.000,00

Nel 2009 sono stati destinati per arredamento sanitari della Casa di Accoglienza comunità di Amatenango
Contributo destinato € 3.000,00

Nel 2010 sono stati destinati per il centro salute della Casa di Accoglienza comunità di Amatenango
Contributo destinato € 2.000,00

Nel 2011 sono stati destinati per il centro salute della Casa di Accoglienza comunità di Amatenango
Contributo destinato € 2.000,00

AMERICA LATINA: NICARAGUA

A. Progetto Ospedale Manuel de Jesus Rivera “La Mascota” – Managua
Alcuni amici conosciuti in Chiapas hanno richiesto il nostro sostegno per realizzare un progetto inerente all’organizzazione e al sostentamento di un reparto di nefrourologia dell’unico ospedale per bambini del Nicaragua. Tale sostegno è finalizzato al reperimento di medicinali e attrezzature necessarie alla diagnostica e alla riabilitazione. Nel febbraio 2002 abbiamo personalmente constatato che tale intervento si rende urgente e necessario a causa dell’assenza di finanziamenti da parte dello Stato, che paga solamente lo stipendio ai medici, e del gran numero di bambini da curare (circa 40.000 ricoverati e 80.000 in day hospital l’anno). La scarsità di materiale sanitario monouso (siringhe, guanti, mascherine, ecc.) non garantisce le necessarie condizioni igieniche. I bambini affetti da malattie nefrourologiche provengono da tutto il Nicaragua, dove esistono gravi carenze igieniche e dove i bambini vivono in situazioni di estrema povertà ai bordi delle strade. Durante il 2002 sono state reperite, con l’aiuto della Asl n.3 della Regione Umbria, e spedite: – attrezzature per l’allestimento di un laboratorio di analisi – due culle termiche – due incubatrici Sono stati spediti 200 scatoloni di antibiotici, donati da alcune case farmaceutiche e sono stati consegnati alla Direzione dell’Ospedale 7.000,00 euro da destinare all’acquisto di medicinali, di prima necessità, di cui la struttura è sempre carente. Negli anni 2003 e 2004, allo stesso progetto, sono stati devoluti 8.500,00 euro. Nel 2005 sono stati consegnati due C PAP e un AMBU del valore di € 5.000,00, oltre a € 10.000 sempre da destinare all’acquisto di medicinali. Nel 2006 sono stati donati all’Ospedale 8.000.00 € per l’acquisto di medicinali che non sono forniti dal sistema sanitario nazionale, principalmente idropoietina ed antibiotici.

2006. Con la solidarietà l’Ospedale ha raggiunto un grande traguardo: i trapianti.
L’Ospedale in questi anni si è specializzato, grazie anche al contributo di altre due Associazioni di Milano, tanto che nel gennaio 2006, durante il nostro viaggio, sono stati effettuati i primi trapianti di rene. Questi interventi sono molto importanti perchè salvano la vita dei bambini e ridanno loro la speranza, ma comportano una spesa maggiore per l’acquisto dei medicinali antirigetto, che sono molto costosi. Nel viaggio del 2007 il contributo di 12.000 € è stato destinato all’acquisto di un macchinario per l’elettroencefalogramma; inoltre sono stati donati all’Ospedale 5.500.00 € per l’acquisto dei medicinali. In questo ultimo anno sono stati donati 10.000 € all’Ospedale per l’acquisto dei medicinali e materiale sanitario. In questi ultimi anni, l’ospedale si è sempre più specializzato per la cura delle persone con trapianto. Nel 2009, si è contribuito per euro 5.000,00 per l’acquisto di medicinali post-trapianto. Negli anni 2010 2011 si è provveduto ad un ulteriore acquisto di un elettroencefalogramma per un valore di euro di 17.000,00.

B. Progetto per la costruzione di case destinate alle famiglie povere del settore urbano di Ciudad Darìo in Nicaragua.

Nel viaggio del 2005 abbiamo conosciuto alcuni rappresentanti dell’organizzazione non governativa “Fondazione Rubèn Darìo per lo Sviluppo Umano – Fupade” che realizza progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita della popolazione locale. L’Organizzazione “Fupade” ha chiesto la collaborazione della Comunità al fine di reperire contributi da destinare alla costruzione di 100 case per le famiglie povere del settore urbano Ciudad Darìo, zona urbana a 90 km a nord di Managua in Nicaragua, colpita dall’uragano Mitch. Al progetto, oltre alla Comunità, ha aderito l’Unione Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e la Pace (UVISP-Assisi). Le abitazioni saranno realizzate con il contributo delle famiglie stesse, attraverso il loro lavoro, del Governo, della Fondazione Rubèn Darìo, della Comunità “La Tenda” e dell’UVISP di Assisi. La quota richiesta alle due organizzazioni italiane è di € 25.000. Per questa iniziativa è stato presentato il Progetto alla Regione Umbria, ai sensi della legge regionale n. 26/1999, che lo ha approvato destinando un contributo di € 12.532,53, il restante è garantito dalle due organizzazioni. Il contributo attualmente è fermo a causa del cambiamento di governo in Nicaragua, la nuova amministrazione è diffidente nei confronti delle organizzazioni internazionali. Dagli incontri fatti durante l’ultimo viaggio sembra esserci un superamento delle difficoltà.

C. Progetto adozioni a distanza.

In Nicaragua, la Fondazione Rubèn Darìo per lo Sviluppo Umano segue un progetto finalizzato al sostentamento di ragazzi che frequentano la scuola. È stato richiesto anche a noi di partecipare a questo progetto promuovendo nel nostro territorio delle adozioni a distanza. Nel 2005 abbiamo sostenuto 9 ragazzi con un contributo annuale di € 2.500.00, nel 2006 le adozioni sono passate a 11 con un contributo di € 3.000.00, nel 2007 le adozioni sono diventate 17 con un contributo pari a € 3000.00, mantenute anche nel 2008 e proseguite fino al 2011.

AMERICA LATINA: GUATEMALA

In Guatemala, nell’anno 2004, abbiamo visitato una casa di accoglienza per bambini disabili, abbandonati dalle famiglie, gestita da un religioso e da alcuni volontari provenienti dal Nicaragua. Anche questa struttura non percepisce contributi statali ed è sostenuta dalla beneficenza. A questo progetto sono stati destinati 6.000,00 € per il sostentamento e le cure mediche.

ASIA: INDIA – Tamil Nadu

In seguito alla catastrofe dello Tsunami del dicembre 2004, con il patrocinio del Comune di Spello, si è costituito un comitato cittadino che si è impegnato nell’organizzazione di iniziative per la raccolta di fondi per far fronte alle emergenze ed iniziare un percorso di ricostruzione e di sviluppo. Il comitato, a cui noi abbiamo partecipato sin dall’inizio, ci ha incaricato di realizzare un progetto con i fondi raccolti. Nella prima missione effettuata nel sud dell’India da Don Franco Valeriani ed alcuni soci della Comunità La Tenda nell’aprile 2006 non è stato possibile instaurare relazioni con le autorità locali né individuare un’associazione locale che garantisse affidabilità con cui collaborare per la realizzazione del progetto. In seguito ci siamo rivolti all’ong italiana Manitese che stava realizzando alcuni progetti nello stato del Tamil Nadu ma in seguito ad una missione di verifica ha ritenuto opportuno non finanziare la seconda annualità. Si è deciso quindi di utilizzare i fondi raccolti per contribuire alla realizzazione di un progetto sostenuto dalla ong UVISP di Assisi, in collaborazione con l’associazione locale “Gramodaya” che lavora nei villaggi della zona rurale del distretto di Manaparai, nel Tamil Nadu. Il progetto consiste nella costruzione di tre centri di salute in cui si fa uso sia della medicina tradizionale (fitoterapia) che di quella occidentale.
Nel 2007 è stata terminata la costruzione del primo Centro di Salute (nella foto a lato) il cui funzionamento è stato verificato nel febbraio 2008. Per motivi dell’associazione “Gramodaya” , non è stato possibile realizzare il progetto degli altri due centri di salute.
Nel 2009-2010, si è poi deciso di destinare il contributo restante appoggiandosi ad un Istituto Religioso locale per la realizzazione di una casa d’accoglienza per bambini appartenenti ai “senza casta”, abbandonati nelle campagne. Il costo del progetto totale è stato di € 24.000,00.